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"Castles, ghosts, legends" Teresa Garofalo
Torrioni smozzicati, bastioni in rovina soffocati da rovi infestanti e da fitti rami d'edera, cinta di mura dilaniate, miseri ruderi arroccati su cime deserte in punti elevati a dominare valli, guadi e passi: ecco ciò che rimane degli antichi "castellum", postazioni militari di epoca tardo-romana e delle residenze o villaggi fortificati diffusi in tutta Europa nei secoli X-XI a difesa delle scorrerie. I resti a noi giunti di queste antichissime costruzioni si ergono solitari su impervi picchi avvolti nei più sconfinati silenzi. Eppure a chi sa ascoltare, con un tenue bisbiglio queste vecchie pietre parlano, narrano, riportano alla memoria ricordi lontani, tenebrose paure, passati eroici.

Nei secoli XII e XIII, nel pieno fiorire dell'età feudale, si edificano castelli e cittadelle con torri, fossati, bastioni e ponti levatoi per lo più in posizione isolata ed elevata per far fronte alle dilaganti invasioni barbariche. Di questi castelli restano innumerevoli esempi, alcuni dei quali ancora oggi perfettamente integri. Nel periodo rinascimentale e soprattutto dal XVI secolo in poi il termine "castello" sta a indicare un imponente edificio collocato in un rassicurante scenario naturale o circondato da giardini accoglienti costruito come dimora signorile che, a somiglianza dei castelli feudali, presenta nella sua struttura elementi difensivi mantenuti però solo come motivi architettonici. I castelli edificati in età romantica si possono infine considerare solo rievocazioni.

A qualsiasi periodo storico appartengano e a qualsiasi uso fossero destinati i castelli attirano irresistibilmente la curiosità e l'interesse dei visitatori con la narrazione del loro passato, che è anche il nostro, nel caleidoscopico eterno ciclo di sfavillanti luci e tenebrose ombre. Ad aumentare la suggestione e il loro fascino, però, hanno certamente contribuito anche le tante leggende fiorite nel tempo intorno agli antichi manieri, storie fantastiche di misteri, incantesimi, magie, delitti ed eventi soprannaturali. Non c'è un solo castello che non abbia il suo bravo fantasma, strane apparizioni di dame, guerrieri o signorotti del luogo, ectoplasmi, forme corporee nelle quali si materializzano spiriti inquieti che nelle notti di luna piena vagano per i corridoi e le segrete fra rumori sinistri di catene, gemiti e lamenti.

E' facile comprendere i motivi per cui nella letteratura europea di tutte le epoche, dal Medioevo ai nostri giorni, il castello sia una costante tematica, sfondo indispensabile, spesso fortemente simbolico, delle storie che vengono raccontate. Gli elementi distintivi riferiti al castello nelle varie letterature sono l'isolamento, il luogo aspro e irraggiungibile, la segregazione quasi sempre non volontaria del protagonista o dei protagonisti. In realtà attraverso i secoli il castello assume connotazioni e significati particolari.
 

Nei romanzi d'avventura medievali, ad esempio nei poemi di Chrétien de Troyes, poeta francese del XII secolo, il castello è da un lato luogo di reclusione, spesso di una donna, dall'altro meta ideale o luogo da raggiungere o da conquistare da parte di un eroe. La letteratura didascalica e religiosa, dal Medioevo all'Età Barocca, propone il castello come luogo spirituale e allegorico che, regno della gioia e del bene, si contrappone al Mondo con le sue tentazioni e perdizioni e per questo va strenuamente difeso. Nel suo significato mistico il castello dunque è un luogo di perfezionamento e di elevazione morale dell'anima.

Nel romanzo storico l'imponente maniero è simbolo del potere mentre nella letteratura dal Romanticismo al Novecento è ambientazione desolata di intense passioni, residuo romantico del passato, luogo degli antenati e di storie familiari che narrano l'inevitabile decadenza e il declino del ceto aristocratico e dei suoi valori.

Nelle fiabe di tutti i tempi, nei poemi cavallereschi e nel romanzo gotico, infine, il castello è raccontato per lo più come un luogo fatato, da distruggere o dal quale fuggire. Forze oscure e minacciose affliggono i suoi abitanti e a spezzare gli incantesimi e i sortilegi riescono solo il coraggio e il valore di un eroe, come leggiamo in molti celebri racconti di Charles Perrault, nelle fiabe dei fratelli Grimm e in quelle di altri autori dell'Ottocento.

Anche nella letteratura cavalleresca si parla di magia, di eroi imprigionati in castelli incantati poi liberati da misteriosi, forti e avventurosi cavalieri. Castelli sinistri immersi in paesaggi allucinanti nei quali fanciulle innocenti sono tenute prigioniere da perversi usurpatori, castelli stregati frequentati da maghi o infestati da terrificanti fantasmi, castelli in rovina o comunque destinati alla distruzione costituiscono lo sfondo e l'ambientazione ideale anche per i romanzi gotici molto in voga nella seconda metà del '700.

Questo e tanto di più sono i castelli. Capolavori di architettura, suggestivi simboli di potere e regalità, custodi di memorie preziose, da sempre ammaliano grandi e piccoli con le loro storie che rimandano a immaginifici scenari nei quali passato e presente, realtà e fantasia si fondono armoniosamente.
Ancora di più ci affascinano le leggende, favole meravigliose che vi aleggiano e alle quali vogliamo credere per il desiderio di far rivivere un tempo ormai definitivamente perduto.

E i fantasmi? Ci danno i brividi, è vero però… quante storie e quante emozioni!

Milano, 5 maggio 2020, Teresa Garofalo
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